La più piccola e la più antica delle Eolie: tre chilometri di isola, un arcipelago di isolotti tutto suo, un villaggio dell'età del bronzo e Stromboli che fuma all'orizzonte.
Tre pagine per organizzare il viaggio: come si arriva, dove si fa il bagno e come dividere le giornate.
Aliscafi da Milazzo tutto l'anno, nave e aliscafo da Napoli in estate, gli aeroporti più comodi e dove lasciare l'auto.
Il mareCala Junco e come arrivarci a piedi, Zimmari (l'unica di sabbia), la Calcara delle fumarole, gli scogli e gli isolotti.
Le giornateUn itinerario semplice: un giorno a piedi tra paese e calette, uno in barca tra gli isolotti, la sera Stromboli.
Tre contrade collegate da viottoli di pietra: San Pietro, dove attraccano gli aliscafi e batte il cuore dell'isola, Ditella a nord con le fumarole della Calcara, e Drautto a sud, la zona delle ville e delle spiagge. Le case sono bianche, basse, con i terrazzi coperti di bouganville.
Tutto succede qui: il porto dove arrivano gli aliscafi, i vicoli senza auto, le boutique, i bar dove si fa l'aperitivo guardando gli isolotti. La sera le stradine si riempiono e Panarea diventa il salotto delle Eolie — elegante ma sempre a piedi nudi. E quando si fa tardi c'è il Raya: la discoteca a cielo aperto sulla terrazza dell'hotel, che dagli anni Sessanta fa ballare l'isola fino all'alba, con Stromboli che lampeggia all'orizzonte.
Da San Pietro si raggiunge tutto in pochi minuti: la residenza Waterfront è a due passi dal mare, con l'accesso privato agli scogli.
I posti di questa guida, tutti a distanza di passeggiata (o di barca): tocca i punti per scoprirli.
Cala Junco è considerata tra le baie più belle di tutte le Eolie: un anfiteatro di colonne di roccia vulcanica che abbraccia un'acqua turchese. Si raggiunge a piedi da Drautto in mezz'ora, o in barca.
Cala degli Zimmari, poco prima, è l'unica vera spiaggia di sabbia dell'isola — sabbia rossa e fondale dolce. Alla Calcara, sul lato nord, il vapore delle fumarole esce ancora dalle fessure della roccia: l'isola è viva, e si sente.
La piscina naturale tra le rocce, accanto al villaggio preistorico. Ci si arriva a piedi da Drautto o via mare.
L'unica spiaggia di sabbia: rossa, riparata, perfetta con i bambini. A 20 minuti a piedi da San Pietro.
Spiaggia selvaggia tra vapori vulcanici e pietre calde: le fumarole arrivano a 100 °C. Il bagno più insolito delle Eolie.
Panarea non è sola: davanti alla costa est galleggia un microarcipelago di scogli e isolotti — Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Lisca Nera, Bottaro, Spinazzola e i Panarelli. Il giro in barca è il rito dell'isola.
Basiluzzo è il più imponente: pareti a picco, grotte marine e, sott'acqua, i resti di un porto romano. Tra Bottaro e Lisca Bianca il mare ribolle davvero: sono le fumarole sottomarine, colonne di bollicine che salgono dal fondale.
Con un po' di fortuna, nel canale tra Panarea e Stromboli si incontrano i delfini. La barca con skipper si organizza dalla residenza, basta chiedere.
Sul promontorio di Capo Milazzese, sopra Cala Junco, resistono i muri di una ventina di capanne dell'età del bronzo (XIV secolo a.C.): tra i reperti sono emerse ceramiche micenee, segno che già allora Panarea era in mezzo alle rotte del Mediterraneo.
Per chi cammina: il sentiero per Punta del Corvo (421 m) attraversa macchia mediterranea e capperi selvatici, con le Eolie tutte intorno. All'alba o al tramonto è indimenticabile.
Da Panarea, Stromboli è sempre lì: di giorno un cono perfetto che fuma, di notte un faro naturale che ogni tanto si accende di lampi arancioni. La sera si organizzano uscite in barca per vedere la Sciara del Fuoco dal mare.
Non a caso il cinema si è innamorato di quest'isola: qui Antonioni ha girato L'avventura e Moretti è passato con Caro diario.
Il modo più bello di vivere Panarea è dall'acqua: barche a noleggio (anche senza patente) e skipper si trovano da Nautilus, a cinque minuti dalle case — oppure si organizza tutto dalla residenza.
Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca e le fumarole sottomarine di Bottaro: bagni in acque che ribollono, grotte e i resti del porto romano.
Si parte nel pomeriggio, bagno sotto Strombolicchio e poi la Sciara del Fuoco al buio: i lampi arancioni del vulcano visti dal mare.
Lipari e Salina sono a mezz'ora di mare: una giornata di calette, granite e malvasia, rientrando per l'aperitivo.
La sera comincia al tramonto, con l'aperitivo sulle terrazze di San Pietro mentre gli isolotti si accendono di rosa. Poi la cena nei ristorantini, la passeggiata nei vicoli — e per chi non vuole smettere, la discoteca a cielo aperto del Raya, che fa ballare l'isola fino all'alba dagli anni Sessanta.
Il ritorno a casa è a piedi, sotto un cielo pieno di stelle: a Panarea i lampioni sono pochi e la Via Lattea si vede davvero.
Scopri di più sul Raya →La cucina di Panarea è quella eoliana: pochi ingredienti, tutti veri. Il pesce del giorno arriva al porto la mattina, i capperi crescono sui muri, la malvasia arriva da Salina. Nei ristorantini di San Pietro si cena in terrazza — e a casa, se preferite, viene lo chef.
I ristoranti dell'isola sono pochi e quasi tutti di famiglia, tramandati da generazioni. Meglio prenotare, soprattutto in agosto — e se preferite restare a casa, lo chef viene da voi.

Dal 1970, tre generazioni di donne della famiglia Sulfaro e tredici tavoli su una terrazza con vista su Stromboli. Cucina eoliana vera.
La trattoria storica sul porto di San Pietro: pesce fresco locale e piatti della tradizione, guardando l'arrivo degli aliscafi.
Il più elegante: pesce cucinato con cura, buona cantina e atmosfera da sera lunga.
Dal 1968, l'istituzione della cucina di Panarea: i tavoli in pietra lavica decorata a mano e il pesce che ha reso famosa l'isola nel mondo.
La bisteccheria fondata da Antonio Tesoriero, tra le migliori d'Italia: le famose bistecche XL, per la sera in cui il pesce può aspettare.
Cucina eoliana e mediterranea in terrazza: pesce spada, piatti di casa e un servizio che coccola.
L'istituzione dell'isola: l'aperitivo al tramonto sulla terrazza è un rito, e la sera diventa il salotto (e la pista) di Panarea.
Cena privata nella vostra casa della residenza, con il pesce del giorno: si organizza con un messaggio.
Niente shopping di massa: i negozi sono pochi, selettivi e spesso di famiglia. Tutto si concentra nei vicoli di San Pietro.
I batik fatti a mano a Bali scelti da Myriam Beltrami, fondatrice del Raya: caftani e abiti che sono il simbolo dell'isola.
Moda mare e marchi ricercati per la vita in barca e in spiaggia.
Rosticceria e gastronomia da asporto: pane cunzato, teglie e piatti pronti per il pranzo in terrazza o in barca.
Frutta, verdura, pesce e l'essenziale di casa: le piccole botteghe del paese riforniscono anche le barche alla fonda.
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